Truffe agli anziani soli: perché la solitudine è il vero fattore di rischio

In Italia gli anziani sono la categoria più colpita dalle truffe telefoniche e a domicilio. La ricerca mostra che il fattore di rischio più alto non è l'età — è l'isolamento sociale.

Truffe agli anziani soli: perché la solitudine è il vero fattore di rischio

La telefonata arriva di solito nel pomeriggio. Una voce giovane, educata, che si presenta come funzionario di banca, tecnico dell'Enel, operatore delle poste. C'è un problema con il conto, con la bolletta, con un pacco. Serve agire subito. Serve il numero della carta. Serve che apra la porta a un collega che sta arrivando.

In Italia, secondo i dati delle forze dell'ordine, gli anziani sono vittime di quasi il sessanta per cento delle truffe telefoniche e a domicilio. La cifra è impressionante. Ma lo è ancora di più il dato che la ricerca criminologica ha identificato come fattore predittivo principale: non l'età anagrafica, non il livello di istruzione, non la condizione economica. La solitudine.

Il meccanismo psicologico della truffa

Le truffe agli anziani funzionano su un principio psicologico preciso che i criminologi chiamano isolamento come vulnerabilità. Una persona con una rete sociale attiva — che parla con figli, vicini, amici — ha molte opportunità di verifica informale: racconta la telefonata strana al figlio prima di fare qualcosa, chiede alla vicina se ha avuto lo stesso problema, ha qualcuno che dice "aspetta, non fare niente finché non ci pensiamo".

Una persona sola non ha questo filtro. La telefonata arriva nel vuoto, viene elaborata in solitudine, e l'urgenza creata artificialmente dal truffatore non trova nessuna voce esterna che la ridimensioni. Il bisogno di connessione — quella stessa solitudine che rende la persona vulnerabile — viene sfruttato: la voce educata che chiama è, in quel momento, l'unica persona con cui si sta parlando. E questo crea una dinamica relazionale che la truffa sfrutta consapevolmente.

I numeri italiani

Le denunce alle forze dell'ordine per truffe agli anziani in Italia superano i diecimila casi l'anno, ma si stima che il sommerso sia molto più alto: molti anziani non denunciano per vergogna, o perché non realizzano di essere stati truffati, o perché non si fidano di riuscire a spiegarsi. Il danno economico aggregato è nell'ordine delle centinaia di milioni di euro. Ma il danno psicologico — la perdita di fiducia, la paura di rispondere al telefono, la sensazione di essere stati ingannati — è quello che dura di più.

La prevenzione che parte dalla connessione

I programmi di prevenzione più efficaci contro le truffe agli anziani non sono quelli che insegnano a riconoscere le truffe — sono quelli che riducono l'isolamento. Un anziano che ha qualcuno con cui parlare ogni giorno, che si sente parte di una rete sociale, che ha interlocutori abituali con cui confrontarsi è un anziano strutturalmente meno vulnerabile.

Non è una coincidenza che i progetti di compagnia agli anziani — visite domiciliari, telefonate di controllo, ora anche app come AMIICO — vengano raccomandati anche in chiave preventiva rispetto alle truffe. La connessione sociale non è solo benessere: è protezione.

Contenuto a cura della redazione AMIICO — un prodotto sviluppato da Union Srl (Verona).